lunedì, marzo 26, 2007
the end
ciao a tutti!
vi scrivo da un computer della sala internet di cà bernardo a venezia...
sigh sigh, sono tornata. A dirla tutta sono contenta di potervi rivedere tutti, ma sapete, al puskin nn si stava niente male...
Io in realtà non avevo detto a nessuno, tranne a pochi fedelissimi, quando tornavo, così da poter fare delle sorpresone, ma... mamma ida e papi mirco nn sono stati zitti, il paese è piccolo, la gente mormora, e quindi tutti lo sapevano.
vabbè, pazienza, la prossima volta che espatrio nn lo dico nemmeno a loro, così resto a piedi all'aereoporto.
vorrei ringraziare tutti per aver letto il mio sito, anche perchè sono venuta a sapere che nonostante i post fossero scritti solo dai più loquaci dei miei amici,in realtà eravate molti di più a seguire la mie avventure nelle lande desolate del grande impero zarista.
Un ringraziamento particolare va ad ilaria, la mia compagna di viaggio (almeno per la prima parte), che ha redatto di suo pugno diversi post mentre io stavo in messanger a chiacchierare col mondo, e a mirco, che mi ha dato una mano a fare questo blog. a dire la verità, io ho solo guardato, lui ha fatto tutto. grazie!
ci vediamo...
un bacio a tutti
elena
vi scrivo da un computer della sala internet di cà bernardo a venezia...
sigh sigh, sono tornata. A dirla tutta sono contenta di potervi rivedere tutti, ma sapete, al puskin nn si stava niente male...
Io in realtà non avevo detto a nessuno, tranne a pochi fedelissimi, quando tornavo, così da poter fare delle sorpresone, ma... mamma ida e papi mirco nn sono stati zitti, il paese è piccolo, la gente mormora, e quindi tutti lo sapevano.
vabbè, pazienza, la prossima volta che espatrio nn lo dico nemmeno a loro, così resto a piedi all'aereoporto.
vorrei ringraziare tutti per aver letto il mio sito, anche perchè sono venuta a sapere che nonostante i post fossero scritti solo dai più loquaci dei miei amici,in realtà eravate molti di più a seguire la mie avventure nelle lande desolate del grande impero zarista.
Un ringraziamento particolare va ad ilaria, la mia compagna di viaggio (almeno per la prima parte), che ha redatto di suo pugno diversi post mentre io stavo in messanger a chiacchierare col mondo, e a mirco, che mi ha dato una mano a fare questo blog. a dire la verità, io ho solo guardato, lui ha fatto tutto. grazie!
ci vediamo...
un bacio a tutti
elena
mercoledì, marzo 21, 2007
kazan - niznyj novgorod
ciao a tutti!ebbene si, ho provato a fare di tutto per perdermi in siberia ma a quanto pare il destino ha voluto che tornassi a mosca...pazienza, rieccomi qua.
allora, come vi avevo anticipato, sono andata a farmi un giretto a kazan. siccome qualcuno, senza fare nomi, franc*sca, mi ha chiesto se era in iran, diro' subito che kazan (o meglio, kazan', ma visto che per i nn russisti nn fa molta differenza, niente apostrofo) e' la capitale della repubblica del tatarstan, sitauta a circa 12 ore di treno da mosca (direzione siberia per capirci), ed e' a mio avviso una delle citta' piu' interessanti della federazione russa perche', a causa di mille vicissitudini storiche che vi risparmio, presenta una commistione di elementi cristiani e musulmani che si fondono...ma andiamo con ordine.
a fare questo viaggio eravamo in 6: io, la biondissima katja che studia a ca' foscari (molti di voi la consoceranno), la sua compagna di stanza austriaca raffaella, il tedesco bojan (quello che era venuto cn me anche a pietroburgo), l'inglese eleonor e la francese anna. siamo partiti verso le 11 di sera di venerdi perche' abbiamo viaggiato di notte in platzcard. platzscard non vuol dire altro che le cuccette da noi, solo che sono la categoria piu' marsa in assoluto...in realta' io mi ci trovo piu' che bene, anche perche sn piu che dignitose e costano davvero pochissimo rispetto alle nostre fs. l'unica cosa che mi perplime quando sono in platzcard, a parte le temperature perennemente tropicali, e' il fatto che io dormo solo di pancia e con le gambe completemente distese, ma io sono troppo alta per gli standard platzcardiani, cosi che i miei piedoni penzolano sempre e tutti quelli che passano per andare in bagno se li prendono in viso, svegliandomi ogni 5 minuti. a parte questo, tutto bene.
arrivati a kazan la mattina seguente, abbiamo fatto un giro di perlustrazione per la citta'. la prima cosa che salta all'occhio e' il fatto che tutte le insegne sono scritte con il doppio alfabeto russo e tataro, poiche' la minoranza tatara vuole mantenere la propri identita' e quindi ci tiene a queste cose. come vi dicevo, ci sono un sacco di moschee (io ne ho viste una decina almeno) con tanto di muezin gorgheggiante, vicino a chiesette con le cipollone dai colori sgargianti, tutti vicini vicini senza che nessuno faccia l'incazzoso. dovremmo imparare...
la cosa piu' conosciuta di kazan e' forse il cremlino, che qui non e' rosso come quello moscovita ma bianco, e al suo interno, manco farlo apposta, gli edifici piu' significativi sono una moschea bianca ed azzurra (sembra la maoschea dei puffi) e una chiesa con le cipollone che ricorda moltissimo quella del parco a kolomenskoe (piccolo riferimento per chi c'e' stato).
vicino questi edifici si trova una torre piuttosto alta di mattoni arancioni. narra la leggenda che attorno al 1550 qui a kazan regnasse una principessa di cui ora ignoro il nome, la quale era stata chiesta in sposa da nientepopodimenoche ivan il terribile, il quale giustamente prima di spostare le truppe per invadere kazan voleva provare vie piu comode. la signorina, schifata da ivan, non voleva fare la maleducata e dargli direttamente un due di picche, ma cerco' di cavarsela con una scommessa: gli propose di costruire una torre piu alta di tutti gli edifici di kazan nel giro di una settimana, e ne l caso ci fosse riuscito, lei avrebbe consentito di sposarlo. manco a dirlo, i manovali di ivan si fecero un culo tanto e riuscirono nel''impresa...la nostra povera principessa, che nn ne voleva saperne, decise cosi di uccidersi buttandosi da questa torre (Che e' quella del cremlino appunto), urlando con chiaro accento tataro-veneto "to' veccio, mi no che to te marido".
e cosi abbiamo gironzolato per kazan un paio di giorni, giocando anche al simpatico diversivo "prendi un pulman di linea a caso e vedi dove arrivi". e' un gioco che consiglio a tutti, stai seduto e ti vedi tutti gli angoli piu carucci della citta senza scarpinare per ore ed ore. durante uno di questi giochetti abbiamo trovato un ristorantino che fuori sembrava caruccio, ma dentro era onto. onto per davvero. poco male perche le zuppe che abbiamo ordinato erano davvero buonissime, tutto per due euro. compresi nel prezzo e nella zuppa anche dei succulenti moscerini, che davano al tutto quel tocco di tataro che nn guasta mai.
il mattino seguente siamo andati a camminare sulle acque, ovvero sul fiume volga ancora ghiacciato, dove c'erano gli omini che facevano i buchetti nel ghiaccio per pescare.seconda notte in platzcard verso nizhnyj novgorod. dimenticavo di dire che la figata di dormire in treno sta nello scoprire chi sono i tuoi vicini di letto...ad esempio a noi e' capitata una vecchina adiposa che si aggirava tronfia per il treno in calzamaglia emettendo strane flatulenze...bello no?
di niznyj novgorod nn vi raccontero' molto, solo che a parte il cremlino (visto da fuori), un paio di chiesette carucce e una vista mozzafiato sul volga in disgelo, non mi e' sembrato sto granche'.
terza notte in platzcard...diciamo che la cosa degna di nota e' stata che il capotreno altri non era che il sosia di ivan drago di rocky 4 (credo), tanto che quando il nostro amico bojan , l'unico ragazzo della compagnia, gli ha fatto vedere i biglietti, questo si e' avvicianto sussurandogli all'orecchio "ti spiezzo".
ora sono qui a mosca, e da quel che so adesso qui sono al caldo rispetto all'italia...issa issa!!!
a presto, appena posso metto delle foto...oppure se mirco vuole metterne qualcuna delle sue...senza fotomontaggi stavolta, grassie...
baci tatari a tutti
elena
allora, come vi avevo anticipato, sono andata a farmi un giretto a kazan. siccome qualcuno, senza fare nomi, franc*sca, mi ha chiesto se era in iran, diro' subito che kazan (o meglio, kazan', ma visto che per i nn russisti nn fa molta differenza, niente apostrofo) e' la capitale della repubblica del tatarstan, sitauta a circa 12 ore di treno da mosca (direzione siberia per capirci), ed e' a mio avviso una delle citta' piu' interessanti della federazione russa perche', a causa di mille vicissitudini storiche che vi risparmio, presenta una commistione di elementi cristiani e musulmani che si fondono...ma andiamo con ordine.
a fare questo viaggio eravamo in 6: io, la biondissima katja che studia a ca' foscari (molti di voi la consoceranno), la sua compagna di stanza austriaca raffaella, il tedesco bojan (quello che era venuto cn me anche a pietroburgo), l'inglese eleonor e la francese anna. siamo partiti verso le 11 di sera di venerdi perche' abbiamo viaggiato di notte in platzcard. platzscard non vuol dire altro che le cuccette da noi, solo che sono la categoria piu' marsa in assoluto...in realta' io mi ci trovo piu' che bene, anche perche sn piu che dignitose e costano davvero pochissimo rispetto alle nostre fs. l'unica cosa che mi perplime quando sono in platzcard, a parte le temperature perennemente tropicali, e' il fatto che io dormo solo di pancia e con le gambe completemente distese, ma io sono troppo alta per gli standard platzcardiani, cosi che i miei piedoni penzolano sempre e tutti quelli che passano per andare in bagno se li prendono in viso, svegliandomi ogni 5 minuti. a parte questo, tutto bene.
arrivati a kazan la mattina seguente, abbiamo fatto un giro di perlustrazione per la citta'. la prima cosa che salta all'occhio e' il fatto che tutte le insegne sono scritte con il doppio alfabeto russo e tataro, poiche' la minoranza tatara vuole mantenere la propri identita' e quindi ci tiene a queste cose. come vi dicevo, ci sono un sacco di moschee (io ne ho viste una decina almeno) con tanto di muezin gorgheggiante, vicino a chiesette con le cipollone dai colori sgargianti, tutti vicini vicini senza che nessuno faccia l'incazzoso. dovremmo imparare...
la cosa piu' conosciuta di kazan e' forse il cremlino, che qui non e' rosso come quello moscovita ma bianco, e al suo interno, manco farlo apposta, gli edifici piu' significativi sono una moschea bianca ed azzurra (sembra la maoschea dei puffi) e una chiesa con le cipollone che ricorda moltissimo quella del parco a kolomenskoe (piccolo riferimento per chi c'e' stato).
vicino questi edifici si trova una torre piuttosto alta di mattoni arancioni. narra la leggenda che attorno al 1550 qui a kazan regnasse una principessa di cui ora ignoro il nome, la quale era stata chiesta in sposa da nientepopodimenoche ivan il terribile, il quale giustamente prima di spostare le truppe per invadere kazan voleva provare vie piu comode. la signorina, schifata da ivan, non voleva fare la maleducata e dargli direttamente un due di picche, ma cerco' di cavarsela con una scommessa: gli propose di costruire una torre piu alta di tutti gli edifici di kazan nel giro di una settimana, e ne l caso ci fosse riuscito, lei avrebbe consentito di sposarlo. manco a dirlo, i manovali di ivan si fecero un culo tanto e riuscirono nel''impresa...la nostra povera principessa, che nn ne voleva saperne, decise cosi di uccidersi buttandosi da questa torre (Che e' quella del cremlino appunto), urlando con chiaro accento tataro-veneto "to' veccio, mi no che to te marido".
e cosi abbiamo gironzolato per kazan un paio di giorni, giocando anche al simpatico diversivo "prendi un pulman di linea a caso e vedi dove arrivi". e' un gioco che consiglio a tutti, stai seduto e ti vedi tutti gli angoli piu carucci della citta senza scarpinare per ore ed ore. durante uno di questi giochetti abbiamo trovato un ristorantino che fuori sembrava caruccio, ma dentro era onto. onto per davvero. poco male perche le zuppe che abbiamo ordinato erano davvero buonissime, tutto per due euro. compresi nel prezzo e nella zuppa anche dei succulenti moscerini, che davano al tutto quel tocco di tataro che nn guasta mai.
il mattino seguente siamo andati a camminare sulle acque, ovvero sul fiume volga ancora ghiacciato, dove c'erano gli omini che facevano i buchetti nel ghiaccio per pescare.seconda notte in platzcard verso nizhnyj novgorod. dimenticavo di dire che la figata di dormire in treno sta nello scoprire chi sono i tuoi vicini di letto...ad esempio a noi e' capitata una vecchina adiposa che si aggirava tronfia per il treno in calzamaglia emettendo strane flatulenze...bello no?
di niznyj novgorod nn vi raccontero' molto, solo che a parte il cremlino (visto da fuori), un paio di chiesette carucce e una vista mozzafiato sul volga in disgelo, non mi e' sembrato sto granche'.
terza notte in platzcard...diciamo che la cosa degna di nota e' stata che il capotreno altri non era che il sosia di ivan drago di rocky 4 (credo), tanto che quando il nostro amico bojan , l'unico ragazzo della compagnia, gli ha fatto vedere i biglietti, questo si e' avvicianto sussurandogli all'orecchio "ti spiezzo".
ora sono qui a mosca, e da quel che so adesso qui sono al caldo rispetto all'italia...issa issa!!!
a presto, appena posso metto delle foto...oppure se mirco vuole metterne qualcuna delle sue...senza fotomontaggi stavolta, grassie...
baci tatari a tutti
elena
venerdì, marzo 16, 2007
qualche foto in attesa di kazan





ciao a tutti...in questi gg mi sono data allo studio per la tesi e alle festicciole di addio per le persone che se ne stanno andando...in realta' mi sto tenendo pronta per domani, ovvero per kazan. e' da qualche gg che cerco di allegare delle foto al blog ma per una ragione o per l'altra nn ci riesco, connessione lentissima, chiavetta usb che nn funziona...giuro che la colpa non e' mia!!!!
beccatevi queste....La prima e' una veduta di suzdal, dove la mia amica francesca e' stata pochi gg fa. lo so che avevo gia' messo nel blog altre foto di suzdal dopo che c'ero andata con la ila, ma visto che c'ero volevo farvene vedere un'altra, non offendtevi mica, eh?
beccatevi queste....La prima e' una veduta di suzdal, dove la mia amica francesca e' stata pochi gg fa. lo so che avevo gia' messo nel blog altre foto di suzdal dopo che c'ero andata con la ila, ma visto che c'ero volevo farvene vedere un'altra, non offendtevi mica, eh?
La seconda foto mi piace un sacco perche e' ritrattala tipica vecchina russa, che fa fatica a stare in piedi ma che nonostante il ghiaccio nn casca...alla faccia dei miei lividi violacei che decoravano le mie chiappette...poi potete vedere una foto recentissima di san basilio visto dalla tret'jakovskaja, in qst gg si sn alzate, la neve si sta sciogliendo e c'e' sempre quest'atmosfera un po' rarefatta, nebbiosa. ACQUOSA, come direbbe qualcuno. la penultima e' una veduta del museo storico, si intravede la neve che, non si sa per quale strana legge fisica, si era attaccata anche ai muri del cremlino in verticale...boh. l'ultima e' del balletto che vi avevo raccontato, il lago dei cigni. belli i tutu, ahn.
occhei, ci sentiamo la settimana prossima, se torno viva da kazan.
baci!!!
elena
lunedì, marzo 05, 2007
Tamara
Domenica pomeriggio. Tornando da un giretto in centro mi sono fermata a comperare qualcosa in un negozietto vicino alla fermata della metro. Mentre stavo aspettando che uscisse dal negozio un'amica che era con me, ho visto una vecchina col bastone e due borse pesanti che faceva fatica a scendere il gradino del marciapiede. Le ho preso le borse, le ho dato il braccio per attraversare la strada, e l'ho accompagnata fino a casa sua. Qui, di fronte all'entrata, mi ha raccontato un po' della sua vita.
Questa signora di 70 anni si chiama Tamara. Da giovane si era sposata con un uomo che poi si e' rivelato un alcolizzato, e dopo poco la nascita della prima figlia ha deciso di divorziare. la prima bambina si chiama Valentina, in onore di Valentina Tereshkova, la prima donna che ha volato nello spazio ("e credimi, hanno davvero lo stesso carattere...").
Dopo qualche tempo Tamara si e' sposata con Anatolij, un uomo cagionevole di salute poiche' aveva vissuto l'assedio di Leningrado. (3 anni durante la seconda guerra mondiale in cui l'attuale San Pietroburgo e' stata assediata dai tedeschi senza mai cedere, isolata dal resto della Russia, senza rifornimenti di alcun genere). In questo periodo pauroso di fame e freddo sono morte un sacco di persone, tra cui il fratello minore e la mamma di Anatolij durante un bombardamento. Il padre risultava disperso al fronte. Anatolij, rimasto orfano, fu salvato dalle opere di beneficneza che mandavano a Mosca i bambini vittime dell'assedio di Leningrado, per farli riposare e rimetterli in forze in ospedali specializzati. In uno di questi ospedali il piccolo Anatolij fu notato da una delle istruttrici, che decise di adottarlo. Questa istruttrice ha cercato per dieci anni il padre di Anatolij, fino al momento in cui e' riuscita a sapere dal governo che il padre di Anatolij era stato mandato in un campo di lavoro forzato in Siberia. Molto spesso, infatti, coloro che tornavano dal fronte non potevano tornare dalle loro famiglie perche', in quanto persone che erano venute a contatto con il mondo occidentale, venivano considerate pericolose dal governo sovietico, e quindi venivano isolate e mandate ai campi di lavoro.
Questo era stato anche il destino del padre di Anatolij, il quale si era risposato in Siberia, dal momento che gli avevano comunicato che la moglie ed entrambi i figli erano morti. Con la nuova moglie aveva avuto due bimbi, che aveva chiamato Anatolij ed Igor, esattamente come i suoi due precedenti figli che credeva morti. Una volta messosi in contatto con il figlio pero', gli e' stato impedito di vederlo perche' frequentare un galeotto reduce dalla guerra significava per Anatolij non essere accettato al liceo.
E cosi Anatolij dovette rinunciare a vedere il padre per andare a scuola, quindi all'universiyta' e diventare capo ingegnere meccanico. Alla bella eta' di 45 anni, dopo essersi sposato con Tamara, che succede? Ictus, con conseguente paralisi di meta' corpo. I dottori lo danno per agonizzante, Tamara si incazza e se lo porta a casa, e comincia a massaggiargli le parti atrofizzate per mesi, facendolo piangere dal dolore. Ma adesso, "adesso puo' muovere due dita, anche se lo devo aiutare a vestirsi perche' il mio caro i bottoni non se li sa ancora abbottonare. Con l'occhio destro non ci vede, lo devo aiutare io. Adesso cammina benissimo, ed io sono qui con il mio bastone...Io faccio le cose manuali, lui mi porta quello di cui ho bisogno. Glielo dico sempre, tu sei la mia locomotiva ed io il tuo vagone..."
Ecco, questa e' la storia di una delle tante famiglie che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale, che per inciso, ha causato VENTISETTE milioni di morti qui.
Think about it.
Ciao
Elena
Questa signora di 70 anni si chiama Tamara. Da giovane si era sposata con un uomo che poi si e' rivelato un alcolizzato, e dopo poco la nascita della prima figlia ha deciso di divorziare. la prima bambina si chiama Valentina, in onore di Valentina Tereshkova, la prima donna che ha volato nello spazio ("e credimi, hanno davvero lo stesso carattere...").
Dopo qualche tempo Tamara si e' sposata con Anatolij, un uomo cagionevole di salute poiche' aveva vissuto l'assedio di Leningrado. (3 anni durante la seconda guerra mondiale in cui l'attuale San Pietroburgo e' stata assediata dai tedeschi senza mai cedere, isolata dal resto della Russia, senza rifornimenti di alcun genere). In questo periodo pauroso di fame e freddo sono morte un sacco di persone, tra cui il fratello minore e la mamma di Anatolij durante un bombardamento. Il padre risultava disperso al fronte. Anatolij, rimasto orfano, fu salvato dalle opere di beneficneza che mandavano a Mosca i bambini vittime dell'assedio di Leningrado, per farli riposare e rimetterli in forze in ospedali specializzati. In uno di questi ospedali il piccolo Anatolij fu notato da una delle istruttrici, che decise di adottarlo. Questa istruttrice ha cercato per dieci anni il padre di Anatolij, fino al momento in cui e' riuscita a sapere dal governo che il padre di Anatolij era stato mandato in un campo di lavoro forzato in Siberia. Molto spesso, infatti, coloro che tornavano dal fronte non potevano tornare dalle loro famiglie perche', in quanto persone che erano venute a contatto con il mondo occidentale, venivano considerate pericolose dal governo sovietico, e quindi venivano isolate e mandate ai campi di lavoro.
Questo era stato anche il destino del padre di Anatolij, il quale si era risposato in Siberia, dal momento che gli avevano comunicato che la moglie ed entrambi i figli erano morti. Con la nuova moglie aveva avuto due bimbi, che aveva chiamato Anatolij ed Igor, esattamente come i suoi due precedenti figli che credeva morti. Una volta messosi in contatto con il figlio pero', gli e' stato impedito di vederlo perche' frequentare un galeotto reduce dalla guerra significava per Anatolij non essere accettato al liceo.
E cosi Anatolij dovette rinunciare a vedere il padre per andare a scuola, quindi all'universiyta' e diventare capo ingegnere meccanico. Alla bella eta' di 45 anni, dopo essersi sposato con Tamara, che succede? Ictus, con conseguente paralisi di meta' corpo. I dottori lo danno per agonizzante, Tamara si incazza e se lo porta a casa, e comincia a massaggiargli le parti atrofizzate per mesi, facendolo piangere dal dolore. Ma adesso, "adesso puo' muovere due dita, anche se lo devo aiutare a vestirsi perche' il mio caro i bottoni non se li sa ancora abbottonare. Con l'occhio destro non ci vede, lo devo aiutare io. Adesso cammina benissimo, ed io sono qui con il mio bastone...Io faccio le cose manuali, lui mi porta quello di cui ho bisogno. Glielo dico sempre, tu sei la mia locomotiva ed io il tuo vagone..."
Ecco, questa e' la storia di una delle tante famiglie che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale, che per inciso, ha causato VENTISETTE milioni di morti qui.
Think about it.
Ciao
Elena
venerdì, marzo 02, 2007
il libidinoso
ciao a tutti!!!
dopo 7 ggtrascorsi nella temibile biblioteca statale di mosca, eccomi qui. e' stata una settimana stressante, ho passato ore a sfogliare i cartoncini dell'archivio, i quali sono divisi secondo oscuri (e piuttosto discutibili) criteri, nonche' sistemati in simpatici cassetti misura barbie. una volta trovato il cartoncino con i dati del libro che mi interessa, bisogna scrivere i dati in un secondo cartoncino, consegnarlo alla bibliotecaria baffuta che spedisce l'ordinazione al magazzino. dopo solo DUE ORE i libri sono pronti, e si puo' andare a fare fotocopie solo in uno stanzino buio e maleodorante, dove le fotocopie costano solo UNDICI centesimi a foglio.
nonostante lo sforzo economico sn riuscita a prendere i bliglietti per kazan, per cui preparatevi ad un bel resoconto fra due settimane!!!
ieri sera per completare l'opera, uscita dalla biblioteca sn andata diretta al cremlino a vedere il balletto il lago dei cigni, o a seconda delle traduzioni, il libidinoso o la danza dei cigni, scegliete voi! che dire, bello, tutto quello che ho gia' detto per lo schiaccianoci. il primo ballerino secondo me era simon del gf dell'anno scorso. prossimamente in programma la bella addormentata e romeo+giulietta.
ah, mi ero dimeticata di dirvi che il teatro dove si tengono gli spettacoli e' si' dentro le mura del cremlino, ma altro non e' che l'ex sala dei congressi del partito comunista, credo che ci sia posto per almeno 5000 persone, anche qualcosa di piu'. meglio del campo sportivo di maser.
tornate a casa c'e' stata la seratina a tema. ogni tot di giorni qualcuno del nostro gruppetto prepara qualche ricetta tipica del proprio paese (5 gg fa per l'italia e' sceso in campo mister ragu'). stranamente pero, la nostra amica Elin, originaria della Norvegia, nn si era mai proposta per cucinare. quando gliel'abbiamo fatto notare, lei ha risposto candidamente: ''ma in norvegia non c'e niente di tipico che qui si possa trovare, al massimo del pane col ghiaccio'', ma nonstante tutto ieri sera ha deciso di cucinare.
nel piatto c'era una fetta di pane. vicino una banana. basta. tra di noi ci siamo guardati un pochino titubanti, finche' ha tirato fuori due vasi di nutella enormi...insomma cena norvegese con pane, nutella e sopra fettine di banana...
SEMPLICEMENTE DIVINO.
vabbe', adesso vado che stasera c'e' la cena ceca.
un bacio a tutti!!!
red
dopo 7 ggtrascorsi nella temibile biblioteca statale di mosca, eccomi qui. e' stata una settimana stressante, ho passato ore a sfogliare i cartoncini dell'archivio, i quali sono divisi secondo oscuri (e piuttosto discutibili) criteri, nonche' sistemati in simpatici cassetti misura barbie. una volta trovato il cartoncino con i dati del libro che mi interessa, bisogna scrivere i dati in un secondo cartoncino, consegnarlo alla bibliotecaria baffuta che spedisce l'ordinazione al magazzino. dopo solo DUE ORE i libri sono pronti, e si puo' andare a fare fotocopie solo in uno stanzino buio e maleodorante, dove le fotocopie costano solo UNDICI centesimi a foglio.
nonostante lo sforzo economico sn riuscita a prendere i bliglietti per kazan, per cui preparatevi ad un bel resoconto fra due settimane!!!
ieri sera per completare l'opera, uscita dalla biblioteca sn andata diretta al cremlino a vedere il balletto il lago dei cigni, o a seconda delle traduzioni, il libidinoso o la danza dei cigni, scegliete voi! che dire, bello, tutto quello che ho gia' detto per lo schiaccianoci. il primo ballerino secondo me era simon del gf dell'anno scorso. prossimamente in programma la bella addormentata e romeo+giulietta.
ah, mi ero dimeticata di dirvi che il teatro dove si tengono gli spettacoli e' si' dentro le mura del cremlino, ma altro non e' che l'ex sala dei congressi del partito comunista, credo che ci sia posto per almeno 5000 persone, anche qualcosa di piu'. meglio del campo sportivo di maser.
tornate a casa c'e' stata la seratina a tema. ogni tot di giorni qualcuno del nostro gruppetto prepara qualche ricetta tipica del proprio paese (5 gg fa per l'italia e' sceso in campo mister ragu'). stranamente pero, la nostra amica Elin, originaria della Norvegia, nn si era mai proposta per cucinare. quando gliel'abbiamo fatto notare, lei ha risposto candidamente: ''ma in norvegia non c'e niente di tipico che qui si possa trovare, al massimo del pane col ghiaccio'', ma nonstante tutto ieri sera ha deciso di cucinare.
nel piatto c'era una fetta di pane. vicino una banana. basta. tra di noi ci siamo guardati un pochino titubanti, finche' ha tirato fuori due vasi di nutella enormi...insomma cena norvegese con pane, nutella e sopra fettine di banana...
SEMPLICEMENTE DIVINO.
vabbe', adesso vado che stasera c'e' la cena ceca.
un bacio a tutti!!!
red