lunedì, marzo 05, 2007
Tamara
Domenica pomeriggio. Tornando da un giretto in centro mi sono fermata a comperare qualcosa in un negozietto vicino alla fermata della metro. Mentre stavo aspettando che uscisse dal negozio un'amica che era con me, ho visto una vecchina col bastone e due borse pesanti che faceva fatica a scendere il gradino del marciapiede. Le ho preso le borse, le ho dato il braccio per attraversare la strada, e l'ho accompagnata fino a casa sua. Qui, di fronte all'entrata, mi ha raccontato un po' della sua vita.
Questa signora di 70 anni si chiama Tamara. Da giovane si era sposata con un uomo che poi si e' rivelato un alcolizzato, e dopo poco la nascita della prima figlia ha deciso di divorziare. la prima bambina si chiama Valentina, in onore di Valentina Tereshkova, la prima donna che ha volato nello spazio ("e credimi, hanno davvero lo stesso carattere...").
Dopo qualche tempo Tamara si e' sposata con Anatolij, un uomo cagionevole di salute poiche' aveva vissuto l'assedio di Leningrado. (3 anni durante la seconda guerra mondiale in cui l'attuale San Pietroburgo e' stata assediata dai tedeschi senza mai cedere, isolata dal resto della Russia, senza rifornimenti di alcun genere). In questo periodo pauroso di fame e freddo sono morte un sacco di persone, tra cui il fratello minore e la mamma di Anatolij durante un bombardamento. Il padre risultava disperso al fronte. Anatolij, rimasto orfano, fu salvato dalle opere di beneficneza che mandavano a Mosca i bambini vittime dell'assedio di Leningrado, per farli riposare e rimetterli in forze in ospedali specializzati. In uno di questi ospedali il piccolo Anatolij fu notato da una delle istruttrici, che decise di adottarlo. Questa istruttrice ha cercato per dieci anni il padre di Anatolij, fino al momento in cui e' riuscita a sapere dal governo che il padre di Anatolij era stato mandato in un campo di lavoro forzato in Siberia. Molto spesso, infatti, coloro che tornavano dal fronte non potevano tornare dalle loro famiglie perche', in quanto persone che erano venute a contatto con il mondo occidentale, venivano considerate pericolose dal governo sovietico, e quindi venivano isolate e mandate ai campi di lavoro.
Questo era stato anche il destino del padre di Anatolij, il quale si era risposato in Siberia, dal momento che gli avevano comunicato che la moglie ed entrambi i figli erano morti. Con la nuova moglie aveva avuto due bimbi, che aveva chiamato Anatolij ed Igor, esattamente come i suoi due precedenti figli che credeva morti. Una volta messosi in contatto con il figlio pero', gli e' stato impedito di vederlo perche' frequentare un galeotto reduce dalla guerra significava per Anatolij non essere accettato al liceo.
E cosi Anatolij dovette rinunciare a vedere il padre per andare a scuola, quindi all'universiyta' e diventare capo ingegnere meccanico. Alla bella eta' di 45 anni, dopo essersi sposato con Tamara, che succede? Ictus, con conseguente paralisi di meta' corpo. I dottori lo danno per agonizzante, Tamara si incazza e se lo porta a casa, e comincia a massaggiargli le parti atrofizzate per mesi, facendolo piangere dal dolore. Ma adesso, "adesso puo' muovere due dita, anche se lo devo aiutare a vestirsi perche' il mio caro i bottoni non se li sa ancora abbottonare. Con l'occhio destro non ci vede, lo devo aiutare io. Adesso cammina benissimo, ed io sono qui con il mio bastone...Io faccio le cose manuali, lui mi porta quello di cui ho bisogno. Glielo dico sempre, tu sei la mia locomotiva ed io il tuo vagone..."
Ecco, questa e' la storia di una delle tante famiglie che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale, che per inciso, ha causato VENTISETTE milioni di morti qui.
Think about it.
Ciao
Elena
Questa signora di 70 anni si chiama Tamara. Da giovane si era sposata con un uomo che poi si e' rivelato un alcolizzato, e dopo poco la nascita della prima figlia ha deciso di divorziare. la prima bambina si chiama Valentina, in onore di Valentina Tereshkova, la prima donna che ha volato nello spazio ("e credimi, hanno davvero lo stesso carattere...").
Dopo qualche tempo Tamara si e' sposata con Anatolij, un uomo cagionevole di salute poiche' aveva vissuto l'assedio di Leningrado. (3 anni durante la seconda guerra mondiale in cui l'attuale San Pietroburgo e' stata assediata dai tedeschi senza mai cedere, isolata dal resto della Russia, senza rifornimenti di alcun genere). In questo periodo pauroso di fame e freddo sono morte un sacco di persone, tra cui il fratello minore e la mamma di Anatolij durante un bombardamento. Il padre risultava disperso al fronte. Anatolij, rimasto orfano, fu salvato dalle opere di beneficneza che mandavano a Mosca i bambini vittime dell'assedio di Leningrado, per farli riposare e rimetterli in forze in ospedali specializzati. In uno di questi ospedali il piccolo Anatolij fu notato da una delle istruttrici, che decise di adottarlo. Questa istruttrice ha cercato per dieci anni il padre di Anatolij, fino al momento in cui e' riuscita a sapere dal governo che il padre di Anatolij era stato mandato in un campo di lavoro forzato in Siberia. Molto spesso, infatti, coloro che tornavano dal fronte non potevano tornare dalle loro famiglie perche', in quanto persone che erano venute a contatto con il mondo occidentale, venivano considerate pericolose dal governo sovietico, e quindi venivano isolate e mandate ai campi di lavoro.
Questo era stato anche il destino del padre di Anatolij, il quale si era risposato in Siberia, dal momento che gli avevano comunicato che la moglie ed entrambi i figli erano morti. Con la nuova moglie aveva avuto due bimbi, che aveva chiamato Anatolij ed Igor, esattamente come i suoi due precedenti figli che credeva morti. Una volta messosi in contatto con il figlio pero', gli e' stato impedito di vederlo perche' frequentare un galeotto reduce dalla guerra significava per Anatolij non essere accettato al liceo.
E cosi Anatolij dovette rinunciare a vedere il padre per andare a scuola, quindi all'universiyta' e diventare capo ingegnere meccanico. Alla bella eta' di 45 anni, dopo essersi sposato con Tamara, che succede? Ictus, con conseguente paralisi di meta' corpo. I dottori lo danno per agonizzante, Tamara si incazza e se lo porta a casa, e comincia a massaggiargli le parti atrofizzate per mesi, facendolo piangere dal dolore. Ma adesso, "adesso puo' muovere due dita, anche se lo devo aiutare a vestirsi perche' il mio caro i bottoni non se li sa ancora abbottonare. Con l'occhio destro non ci vede, lo devo aiutare io. Adesso cammina benissimo, ed io sono qui con il mio bastone...Io faccio le cose manuali, lui mi porta quello di cui ho bisogno. Glielo dico sempre, tu sei la mia locomotiva ed io il tuo vagone..."
Ecco, questa e' la storia di una delle tante famiglie che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale, che per inciso, ha causato VENTISETTE milioni di morti qui.
Think about it.
Ciao
Elena
Comments:
<< Home
"tu sei la mia locomotiva ed io il tuo vagone"
che bellezza di storia triste.
"Cio' accadde allorche' a sorridere
Era solo chi e' morto - lieto della pace.
E, appendice inutile, si sbatteva
Leningrado intorno alle sue carceri.
E allorche', impazzite di tormento,
Condannate ormai andavano le schiere
E breve canzone di distacco
I fischi cantavano delle locomotive.
Stelle di morte incombevano su noi
E innocente la Russia si torceva
Sotto sanguinosi stivali
E copertoni di neri cellulari."
A. Achmatova, introduzione a "Requiem", 1940
che bellezza di storia triste.
"Cio' accadde allorche' a sorridere
Era solo chi e' morto - lieto della pace.
E, appendice inutile, si sbatteva
Leningrado intorno alle sue carceri.
E allorche', impazzite di tormento,
Condannate ormai andavano le schiere
E breve canzone di distacco
I fischi cantavano delle locomotive.
Stelle di morte incombevano su noi
E innocente la Russia si torceva
Sotto sanguinosi stivali
E copertoni di neri cellulari."
A. Achmatova, introduzione a "Requiem", 1940
grazie simo. Volevo solo aggiungere che anna achmatova e'stata una fenomenale poetessa russa che durante l'assedio di leningrado e' rimasta nella citta' e alla radio leggeva poesie per rincuorare i suoi concittadini...quando si dice la forza della poesia.
elena
elena
quando si dice rodina. hai descritto perfettamente l'idea di un popolo che come nessun altro ha saputo soffrire insieme ai suoi così completamente. la russia non è cremlino,palazzi,monumenti. è questo.
grazie per aver condiviso questo sentimento con noi, elena.
grazie per aver condiviso questo sentimento con noi, elena.
infatti. la Achmatova è stata la musa di Leningrado ed è proprio per il discorso che fai tu che ho inserito quelle righe. Requiem l'ho letto la settimana scorsa, coincidenza ha voluto. E pure Shostakovic che ha scritto una sinfonia dedicata alla città sotto asssedio, la sua più famosa credo, senza abbandonarla neppure sotto le bombe.
Considerazione che condivido, la forza della poesia.
grazie a te della storia.
Considerazione che condivido, la forza della poesia.
grazie a te della storia.
oooooo ragazzi, va ben tutto, ma adesso nn rattristiamoci troppo, ricordo a tutti che quando torno vado in giro conl a damigiana di spritz sulla schiena, e chi mi ama mi segua!!!!!! ciao ciao!!!!! elena
area ma te par????
te ho dita va... nelal madre russia e...divertate!!!!
no frantuamrti il carattere con le storie strappa lacrime!!!!
a parte tutto... pensa ste vecchiette quanto avrebbero da dire... da far sapere...quante ne hanno passate...le guardi con sorriso malinconico..
altro che e veciasse de asolo... piene de schei e solche bone de rompar i ma.... e no farse mai i cassi soi... e tu le guardi con sorrisetto di circostanza pensando.."dio bon, prim ao dopo te tire sotto!!!!"
un bacio amour...a presto
te ho dita va... nelal madre russia e...divertate!!!!
no frantuamrti il carattere con le storie strappa lacrime!!!!
a parte tutto... pensa ste vecchiette quanto avrebbero da dire... da far sapere...quante ne hanno passate...le guardi con sorriso malinconico..
altro che e veciasse de asolo... piene de schei e solche bone de rompar i ma.... e no farse mai i cassi soi... e tu le guardi con sorrisetto di circostanza pensando.."dio bon, prim ao dopo te tire sotto!!!!"
un bacio amour...a presto
che bello l'ultimo aggiornamento del blog, mi è piaciuto molto leggerlo. dai ke mancano due settimane e poi ti sbaciukkio!!!il resto via mail, bacio
hei, mi sono commossa..sai che io ho la lacrimuccia facile...avrei vuoluto essere li con te, si puo rendersi conto veramente di una storia del genere solo guardando negli occhi chi te la racconta.
luci
luci
ma, penso di avere il num quello nuovo...stasera riprovo e se non funziona va in f**a tu e la tua russia.uffa, viglio sentirti ufaaaaaaaaa!!hicham ti saluta (ruttando)la camilla oramai sembra piu una zampogna che una tartaruga.
noi tutto bene,ma ci manchi.ah, i fioi si sn riuniti, ce ne siamo racconatate ma manca l'anima della festa:sbarelliamo per te!!
so che non hai voglia di tornare, ma non puoi privare i tuoi amici di una 'si piacevol compagnia!!
smak
luci
Posta un commento
noi tutto bene,ma ci manchi.ah, i fioi si sn riuniti, ce ne siamo racconatate ma manca l'anima della festa:sbarelliamo per te!!
so che non hai voglia di tornare, ma non puoi privare i tuoi amici di una 'si piacevol compagnia!!
smak
luci
<< Home

